Un marchio non può essere Comune

Il 13 maggio è stato presentato il nuovo brand turistico della città di Vico Equense, Un marchio di qualità del territorio alle porte della penisola sorrentina per attrarre viaggiatori da tutto il mondo.

“È l’inizio di una nuova tappa. Una nuova strategia. Un nuovo cammino che vedrà impegnati tutti gli operatori turistici della nostra città e tutti i cittadini – sottolinea il sindaco del Comune costiero, Andrea Buonocore -. In 5 anni le attività extralberghiere site sul nostro territorio sono decuplicate. Segno di un crescente interesse verso la nostra meravigliosa Vico Equense”.

Durante la conferenza di presentazione del progetto sono stati mostrati in anteprima:

– il nuovo logo ed i nuovi canali social, – il portale turistico, – il nuovo spot istituzionale della città, che accompagneranno Vico Equense durante tutta la campagna di promozione internazionale.

Sviluppata, altresì, una app turistica che fornisce al turista le informazioni prima e durante il soggiorno e l’installazione nei prossimi giorni di targhe con QR code in alcuni luoghi di interesse, come l’ex Cattedrale e i musei cittadini, totem touch screen nei punti di maggiore affluenza turistica e un video promozionale del territorio da togliere il fiato.

Fino a qu tutto bene, anche i piccoli comuni scoprono l’importanza di fare marketing e il ruolo fondamentale di un marchio.

Però, c’è un grandissimo però. Andando a guardare da vicino il lavoro svolto notiamo alcune falle.

Partiamo dalla strategia marketing; una strategia corretta prevedrebbe le risposte a quattro domande fondamentali:

1. Perché devi scegliere me

2. Perché non devi scegliere la concorrenza

3. Perché non devi astenerti dalla scelta

4. Perché devi farlo ora

Andando ad analizzare tutti gli strumenti che il Comune di Vico Equestre ha introdotto, non esiste una sola di queste risposte. Certo si parla della bellezza dei luoghi, del mare premiato per la sua limpidezza, della storia e delle tradizioni, delle eccellenze del territorio, ma non c’è un perché vero, che smuova le masse.

Non esiste neanche un perché non andare in altri luoghi, di montagna o di mare che siano, non c’è un tentativo di riposizionamento della concorrenza, e men che meno si accenna al fatto che non sia auspicabile restare in casa e investire i soldi per una vacanza, magari, nel nuovo frigorifero.

Per ultimo non c’è nessun motivo che spinga, chi si imbatte nei messaggi del Comune di Vico Equense, nel prenotare subito la vacanza o richiedere immantinente informazioni sulle soluzioni proposte.

Sembra di trovarci davanti alla classica pubblicità tutto per tutti, che allarga l’offerta, che gonfia la coda del pavone al massimo nella speranza che qualcuno lo noti.

Purtroppo, una battaglia persa, le risorse che il Comune di Vico Equense può investire in comunicazione e pubblicità non sono illimitate, sono di certo inferiori a quelle di molti centri vicini o delle città d’arte, a partire dalla stessa Napoli.

Una coda troppo piccola per sperare di raccogliere i meritati frutti di uno sforzo fatto in totale buona fede e grande volontà verso i cittadini.

Quando si è piccoli e si combatte con leader di mercato la strategia non può essere quella dei leader, la sorte, purtroppo, è decisa prima ancora di cominciare.

Che si tratti di un tentativo di emulazione di altri Comuni lo si evince, appunto, dalla mancanza di un posizionamento ma anche dalla confusione che si esprime nel logo stesso.

Esteticamente non entro nel merito, colori forme e dimensioni rimandano a gusti soggettivi, mi limiti a fare un paio di annotazioni tecniche, da minder.

Nel logo si nota immediatamente la volontà di allargare il messaggio a tutti; mare, verde, montagna, arte, l’emblema del tutto per tutti. Sembra voler stringere l’occhiolino a chiunque passi da quelle parti, ma questo lo fanno le “signorine allegre”, non quelle serie.

Prova ad immaginare che caos infinito se una città come Roma, Firenze, Napoli, Venezia, Milano o Torino dovessero pensare un logo con questi obiettivi… una follia!

L’ulteriore ricerca di allargare il mercato è denotata anche da una parola inglese “go” e l’estensione del nome in dominio. Perfetto catturare immediatamente il turista potenziale lanciandolo sul sito vicoturismo.it, ma allora perché non inserire un codice QR che per gli stranieri risulta di ancor più semplice utilizzo? Scrivere govicoequense.it, e soprattutto farlo scrivere, per uno straniero non è esattamente la cosa più facile del mondo.

Inoltre, di dubbia efficacia il verbo utilizzato, go. Il verbo andare presuppone che la persona sia lasciata da sola sin dal momento della partenza. Probabilmente sarebbe stato più consono utilizzare il come, venire che trasmette tutto il senso di accoglienza tipico di quella terra.




Ovviamente non conosco gli obiettivi del Comune di Vico Equense, questo articolo non vuole essere un attacco alle istituzioni o alle persone, ma essendo una notizia apparsa sul web ha stuzzicato la mia fantasia di minder.

Una scusa per far vedere praticamente come c


ostruisce un marchio un marketer creativo e come lavora un minder.

Alla prossima


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