Non correre dietro alle mode passeggere. Sii straordinario

Il lavoro di un Minder è quello di scortare, verso il successo, le persone con le quali collabora, la sua responsabilità è quella di guidare il percorso delle persone e delle aziende con le quali collabora.

Ottenere il successo vuol dire, fondamentalmente, uscire dall’anonimato ed essere percepiti differenti dalla media.

Successo è l’esito favorevole, la buona riuscita di qualcosa, il riconoscimento dei proprî meriti, l’approvazione del proprio operato da parte di altri, per valutarlo abbiamo necessariamente bisogno di parametrarlo con elementi a noi esterni.

è qualcosa che costruiamo noi con le nostre azioni ma che ci viene riconosciuto esternamente, da terzi o da parametri che utilizziamo per misurarle.

Nel concreto un successo può esserci riconosciuto da parenti, amici, conoscenti, pubblico o possiamo riscontrarlo autonomamente in base al susseguirsi delle nostre azioni in relazione a parametri valutativi che poniamo come elementi di verifica.

Dunque, uno degli elementi chiave per il successo è l’azione. Ciò che viene invece molto spesso fatto è attendere sulla banchina della stazione aspettando che passi il treno della buona sorte, ma questo è quanto di più inutile ci sia per il raggiungimento del successo.

Se fino ad oggi non sei entrato ancora negli affari più vantaggiosi o non sei riuscito a realizzare quell’idea fantastica che hai avuto, credimi non è colpa di un’opportunità che non è ancora arrivata.

La sola colpevole è la tua invisibilità, la tua eccezionale capacità di mimetizzarti nella media come un camaleonte nella foresta pluviale tropicale.

Se la vedi in questo modo, se sei convinto che per puro caso passi un fantomatico treno sul quale salire, è molto probabile che la tua vita passerà via in un soffio, ed ogni giornata non sarà altro che l’ennesimo foglio di una rivista di pettegolezzo da girare, guardando le foto degli altri, sognando e alle volte invidiando le vite altrui, con la sola gratificazione della lettura di una qualche disgrazia capitata ad un vip.

Se non decidi di costruire la tua personalità di successo qualunque opportunità ti si presenterà davanti sarà apparente, non raggiungerai l’obiettivo e ti convincerai che è giusto seguire il realismo della massa, c’è la crisi, la sfortuna, i cattivi.

Essere realisti è un modo differente di descrivere la propria mediocrità. Ogni volta che la tua mente, o qualcuno vicino a te, ti invita ad essere realista, in realtà ti sta invitando a rinunciare al tuo successo, accontentarti della tua normalità.

Mediocre è la persona che si mimetizza tra gli altri, vive nella media e si lamenta di non essere baciato dalla fortuna. Non è vero che la fortuna è cieca, siamo noi che ci mimetizziamo perfettamente nella massa e non ci facciamo trovare.

Il successo dovrebbe essere la normalità, l’essere straordinari, ovvero fuori dall’ordinario, dovrebbe essere la “normalità’”. Ma esserlo vuol dire non potersi mimetizzare.

Il gioco proposto dalla società dei normali è: se devi essere straordinario devi fare fatica, non puoi rilassarti, non puoi essere mai te stesso se devi essere eccezionale.

La verità è che per essere normale devi essere sempre concentrato nel limitare le tue straordinarietà, sei costantemente concentrato a cercare di essere come tutti gli altri.

Qualunque religione ti insegna che ogni essere vivente è straordinario ma, per rispettare i dettami di quasi tutte le religioni, dobbiamo diventare omologati e normali. Certo la storia è fatta da persone di successo, così come le religioni si fondano su persone straordinarie, ma questo non deve contare per te, dicono quelli bravi e saggi.

Quegli stessi saggi che ti lasciano il diritto di fare come loro, il diritto di lamentarti della fortuna, della vita cinica e bara, della nascita sotto un cattivo blasone.

Le conseguenze della normalità sono drammatiche, soprattutto quando queste normalità diventano le colonne portanti delle società.

Normale diventa il colore della pelle, diventa il sesso, diventa la religione, diventano le abilità fisiche e mentali.

No, personalmente, rifiuto di essere normale, scelgo di essere fuori dall’ordinario.

Se davvero vuoi il successo, non seguire la massa, non seguire le mode. Per essere fuori dalla norma non devi fare ciò che fanno gli altri, non nella forma ma nella sostanza.

Se vuoi essere un avvocato o un medico di successo, non puoi creare le tue leggi o i tuoi organi interni differenti, ma puoi elaborare il tuo “personale” modo di essere un professionista.

Creare le tue specifiche ed uniche competenze e diffonderle al più alto numero di persone, intendere il tuo lavoro non come mera occasione di guadagno, ma come “missione” per portare del bene a chi ha a che fare con te.

Se sposi la tua personalissima missione, sarà automatico incamminarti verso una strada di successo; personale, relazionale ed anche, ovviamente, economico.

Il successo è dato da una semplicissima equazione dove i fattori sono le tue competenze e dal numero di persone che ne è a conoscenza. S = CxF (successo = competenza X fama).

Per farti conoscere devi uscire allo scoperto, farti trovare facilmente, non puoi essere mimetizzato.

Se parti da questo assioma immediatamente ti accorgi che non può esserci successo copiando qualcuno, la copia tende a normalizzare la straordinarietà.

Moltissimi guru ti insegnano a modellare le eccellenze, ovvero ricostruire i processi che hanno portato qualcuno a raggiungere i risultati che anche tu vuoi, ma modellare non vuol dire copiare, rifare, duplicare. Modellare vuol dire, più semplicemente, estrarre comportamenti funzionali alle tue esigenze.

Quindi modellare non è copiare o cercare una strada più semplice per ottenere un risultato. Il primo modello che dovremmo portarci a casa da qualunque persona di successo è il processo con cui ha realizzato qualcosa di completamente nuovo, anche in un mondo dove sembrava tutto scritto, come ha messo in pratica e mostrato al mondo le sue straordinarietà.

Tutti i grandi personaggi della storia dell’uomo non hanno inventato nulla, hanno semplicemente riposizionato quello che la massa dava per scontato fosse differente. L’uomo non inventa ma scopre, scopre qualcosa che non conosceva o scopre un nuovo modo di fare qualcosa o ottenere un risultato differente. La scoperta non è altro che il risultato di una competenza unica messa al servizio di tutti.

Il compito di chi vuole uscire dalla media è andare alla ricerca della propria personale scoperta e portarla a quante più persone possibile.

Invece quello che fa la media delle persone è cercare la via più semplice, seguire le mode e cercare di surfare quelle onde.

Il mediocre cerca onde da surfare a pochi metri dalla riva sicura, la persona di successo solca i mari alla ricerca della prossima scoperta.

La massa insegue il sogno che il leader raggiunge, è una frase che si ritrova in tutti i libri di crescita personale, ma potremmo anche dire che il leader è colui che, mette a disposizione della massa un sogno da seguire.

Il leader, la persona di successo, il modello da seguire è colui che sta facendo della propria vita il dipinto che più lo far star bene e che mette questo dipinto a disposizione di quante più persone possibile.

Fare ciò che si ama è il sogno di chi non è disposto a pagare il prezzo della propria straordinarietà, il denaro che, alle volte, si sposa con la parola successo è soltanto uno dei tanti riconoscimenti accidentali che adornano una vita di successo, come la gratitudine, il riconoscimento, l’amore, la stima e le altre mille sfaccettature della parola successo.

Non è sbagliato puntare ad una vita tranquilla, mimetizzata nella media, una vita da mediano come cantava Ligabue, ma per chi ha il sogno di realizzare sé stesso, la propria stra ordinarietà, non può essere contemplata la mediocrità.

Non esiste un marchio mediocre, esiste il leader, forse l’antagonista, e poi una massa di marchi indistinguibili, cloni, copie.

Non esiste un treno che passa in stazione, esiste il treno che tu ti costruisci e tutte le stazioni in cui decidi di fermarti.


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