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Arriva un incentivo per investire in AI. Ma un investimento finanziato può essere comunque un cattivo investimento.

Immagine del redattore: Francesco Agostino
Francesco Agostino
21 set
Tempo di lettura: 2 min
Incentivo, valutazione e decisione: verificare un investimento in intelligenza artificiale

Esiste una frase capace di cambiare molto rapidamente la percezione di un investimento: “È finanziato”.

Un software che costava troppo diventa interessante. Un progetto rimandato diventa urgente. Una consulenza entra nel budget. Una tecnologia che non avevamo previsto diventa improvvisamente un'opportunità.

Se qualcuno riduce il costo di un investimento, cambia il calcolo economico. Ma non risponde alla domanda principale: quell'investimento serviva davvero?

L'AI sta crescendo molto rapidamente

Istat rileva che nel 2025 l'utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale nelle imprese italiane con almeno dieci addetti è passato dall'8,2% al 16,4%. In un anno è raddoppiato.

La distanza nell'intensità di utilizzo tra grandi imprese e PMI è salita fino a 37 punti percentuali. E tra le aziende che avevano preso in considerazione l'AI senza poi adottarla, quasi il 60% indica come ostacolo la mancanza di competenze adeguate.

Questo significa che il problema non è soltanto comprare tecnologia. È essere in grado di utilizzarla.

L'incentivo cambia il prezzo, non l'utilità

Supponiamo che un progetto costi 100. Con un incentivo ne paghiamo effettivamente 60. Abbiamo ottenuto un vantaggio di 40. Ma se quel progetto produce un valore di 20, abbiamo comunque perso 40.

La matematica è elementare. Eppure psicologicamente l'incentivo può trasformarsi nella ragione stessa dell'acquisto.

Prima il problema. Poi lo strumento. Infine l'incentivo.

La sequenza dovrebbe essere semplice: quale problema vogliamo risolvere; quanto ci costa oggi; quale risultato vogliamo ottenere; quali alternative esistono; perché questa soluzione è preferibile; quanto costa implementarla davvero; solo a quel punto, quale incentivo può migliorarne il ritorno.

Invertire l'ordine significa lasciare che il finanziamento scelga indirettamente l'investimento.

Il costo nascosto è l'implementazione

Una tecnologia non costa soltanto ciò che compare in fattura. Costa anche formazione, integrazione, tempo, modifica dei processi, errori iniziali, controllo, manutenzione e resistenza interna.

Comprare accesso alla tecnologia non crea automaticamente la capacità di usarla.

“Lo paghiamo meno” non significa “ci conviene”

Un incentivo è una variabile importante. In alcuni casi può trasformare un progetto marginale in un ottimo investimento. Ma dovrebbe essere inserito alla fine della verifica, non all'inizio della decisione.

Prima dobbiamo poter rispondere: lo faremmo comunque se dovessimo giudicarlo soltanto per il valore che produce?

Il denaro pubblico può ridurre il prezzo di una decisione. Non può renderla automaticamente giusta.

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