La cartolina

Un altro strumento che devi avere nel tuo arsenale di comunicazione è la cartolina.


La cartolina è uno strumento molto versatile, e ha moltissime varianti sia nell’impostazione che nella richiesta di azione.


Senza dubbio è uno degli strumenti preferiti da chi fa business on line, attraverso la cartolina, anche il più remoto e-commerce diventa fisico agli occhi del cliente.


Se hai inserito la tua azienda su Google my business avrai certamente ricevuto la loro lettera con la famosa cartolina sconto per le tue campagne pubblicitarie sul motore di ricerca.


Di fatto la cartolina è lo strumento cartaceo più vicino ad uno spot televisivo consente l’uso di immagini e grafiche accattivanti e testi molto incisivi.


Allo stesso modo si presta molto bene a contenere testi scritti secondo gli stilemi del copywriting a risposta dirette.


Il punto debole è, come sempre da cercarsi nel suo punto di forza, lo spazio ridotto.


La necessità di inserire un messaggio efficace spinge spesso a “forzare” il messaggio rendendolo sgradevole o comprimere il tutto per poter inserire quante più informazioni possibili.


L’immagine che ho immediata, nella maggior parte delle volte che ricevo una cartolina, è quella del genio della lampada di Aladdin: “Fenomenali poteri cosmici, in un minuscolo spazio vitale”.


Lo spazio a disposizione non è troppo esteso, vero, ma c’è da dire che il messaggio deve essere univoco; quindi, possiamo costruirlo anche in uno spazio ridotto.


La sola cosa da evitare è inserire una lista di prodotti, una lista di prezzi, insomma, offrire più possibilità di uscita dalla cartolina.


In generale ogni messaggio di marketing deve avere una sola richiesta di azione e deve essere precisa e dettagliata nel processo, nella cartolina di norma la richiesta fatta è quella di andare su una pagina specifica, una pagina dove richiedi un contatto, compi un’azione definita, un acquisto.


Non ha alcun senso, nei materiali marketing ed in particolare nella cartolina, inserire più dati o informazioni quali ad esempio: indirizzo, telefono, sito web, pagina dedicata, cellulare.


Una sola azione, strutturata in base al flusso che le persone dovranno seguire, pena l’impossibilità di valutarne il reale effetto.


Esiste una regola aurea nel marketing e nella vendita: “SEMPLIFICA IL PROCESSO DI ACQUISTO E COMPLICA QUELLO DI VENDITA”.


Ti è mai capitato di trovarti su un sito che ti chiede come ci hai incontrato? E mette giù una sfilza di possibili accessi? Bene li dietro c’è un processo costruito sul concetto di semplifica le vendite e complica l’acquisto.


Nessuno ha tempo da perdere, lo sento ripetere in continuazione da webbari che spiegano, con dovizia di particolari, perché gli articoli del blog devono essere corti e sintetici, salvo poi non porsi con la stessa ottica quando devono chiedere informazioni ai clienti.


Le domande che poniamo ai nostri clienti dovrebbero essere il minor numero possibile e dovrebbero essere incentrate su di loro e finalizzate alla costruzione di una soluzione specifica, in quale punto di questo processo possiamo chiedere come ci hanno conosciuto?


Non sarebbe meglio sapere già al primo contatto tutto della provenienza di un determinato cliente? Quale messaggio lo ha catturato? Quale promessa l’ha spinto a conoscerci?


Se ti sei mai trovato nella condizione di dover chiedere al tuo potenziale cliente come ti ha conosciuto, come ha avuto il tuo numero, come è arrivato a te, evidentemente devi rivedere i tuoi processi di comunicazione e renderli più automatici.


Ma torniamo alla cartolina, detto che si presta a moltissimi utilizzi, andiamo a vedere quali sono gli elementi sostanziali che la caratterizzano.


Per costruirla in modo quasi automatico devi pensarla come un normale testo in copywriting sottovuoto quindi un titolo, un sottotitolo, un bullet point (un elenco puntato) o un paio di paragrafi in copy, una chiamata all’azione, una bella immagine.


Non serve altro, in pratica è una squeeze page (la pagina che si utilizza per spremere dati al cliente in cambio di qualcosa) fisica.


Quando si utilizza?


Il primo uso è nel quarto invio nel processo della lettera di Giorgio, ricorsi la lettera di vendita corta? Questo invio viene fatto perché ci sono molte persone che non leggono nulla, neanche una lettera corta.


Magari queste persone sono anche in target ma non leggendo nulla di quello che gli abbiamo mandato non hanno gli strumenti per agire, in questo caso lo proviamo a rimandare a vedere un video on line o un podcast.


La cartolina può essere utilizzata anche in sostituzione di una campagna di farming al posto della lettera di vendita lunga per colpire un target geolocalizzato e metterlo immediatamente in azione con un bonus fisico da ritirare direttamente presso la tua sede.


Abbiamo parlato già dell’uso che ne possiamo fare per rendere fisico uno business on line e possiamo utilizzare la cartolina come supporto per fornire tutti i dettagli operativi all’interno dei nostri materiali complessi di marketing che vedremo nei prossimi articoli.


Possiamo sovrapporre il volantino o la brochure alla cartolina?


In realtà sono strumenti leggermente differenti, non fosse altro che per una questione di spazio a nostra disposizione, di norma nel volantino abbiamo uno spazio doppio rispetto alla cartolina, una brochure ha addirittura quattro volte lo spazio a disposizione.


Se parliamo di chiamata all’azione, evidentemente, la risposta è sì, ma strutturalmente andremo a vedere nel dettaglio come costruire e utilizzare ognuno di questi strumenti.


Ti riepilogo in chiusura gli errori da evitare quando componi la tua cartolina:

1. Non avere un flusso chiaro dietro all’azione richiesta

2. Inserire più offerte, più prodotti, più chiamate all’azione

3. Inserire più di una via di uscita telefono, cellulare, mail, indirizzo, sito web, pagina offerta

4. Non indicare i benefici dell’offerta

5. Non inserire elementi di scarsità

6. Inserire un indirizzo web complesso (www.qwerty.com/index_optin_page/offerta_esclusiva)

7. Non avere uno strumento di analisi dei risultati


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